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ASPETTI STORICI E ARCHEOLOGICI
NEL MONTIFERRU

(6)

di Maria Giovanna Campus

Il complesso paleocristiano e altomedievale di columbaris

Il sito archeologico di Columbaris, in territorio del comune di Cuglieri, fu conosciuto e fatto oggetto di ricognizioni fìn dall'Ottocento per le vestigia di età cristiana che vi si rinvenivano. Indagini sistematiche vi si sono svolte a partire dal 1977, dopo che le campagne di scavo, avvenute tra il 1955-6 ed il 1962-4 avevano riportato in luce
le strutture fondamentali del complesso facendo, al contempo, intuire la possibilità di ulteriori, importanti acquisizioni scientifiche dal proseguimento delle ricerche.
L'intensa attività di scavo, cui si è appena fatto cenno, ha innanzi tutto consentito di documentare che il complesso paleocristiano, impiantato in un'area precedentemente occupata da uno stabilimento termale, si articola in due strutture di culto, due basiliche, una delle quali con battistero a seguito di ristrutturazioni avvenute sull'edifìcio originario, ed in una zona cimiteriale.
Su di un primo nucleo di sepolture, risalente al III secolo, composto da tombe scavate nel piano roccioso, ricoperte da lastroni, e che interessò anche lo spazio della cisterna pertinente alle terme, si sviluppò, articolandosi in diversi ambienti, di cui quello absidato fu senz 'altro il più importante, il settore cosiddetto monumentale dell'area funeraria, occupata da sepolture a sarcofago ed al cui margine meridionale si trova un cortile, con pozzo scavato nella roccia; nel cortile dava un forno ed un ambiente con vasca battisteriale, di forma subovale all'esterno e rettangolare all'interno, dotata di tre gradini sui lati brevi per l'entrata e uscita del neofita.
L'utilizzo di questo settore è stato documentato fino al sec. XI.
Delle due basiliche, il cui impianto originario sembra porsi tra lo scadere del IV e gli inizi del V secolo, quella cosiddetta maggiore, con l'abside rivolta grosso modo ad oriente, si sviluppa in tré navate longitudinali, con altare nella navata centrale e pastophoria ai lati dell'abside.
La basilica divenuta battisteriale, per la ristrutturazione e l'uso che ricevette intorno al VI secolo, con abside rivolta ad occidente (il che la fa ritenere precedente alla basilica maggiore) ebbe impianto planimetrico a tré navate con pastophoria ai lati del presbiterio. Quando venne destinata a battistero, al centro vi fu costruita la vasca battesimale a pianta esterna ottagonale, con angoli arrotondati, e a schema cruciforme all'interno, dotata di tré gradini nel braccio occidentale e quattro in quello orientale, e sormontata da baldacchino esagonale poggiante su colonne. Contestualmente, il portale d'accesso alla basilica venne murato e si aprì una porta nella parete divisoria con la basilica maggiore. Una cisterna, contigua alla facciata, dispensava, mediante una canaletta, l'acqua necessaria all'interno per officiare il rito sacramentale.
Nella zona che si estende tra la cisterna appena richiamata e il muro perimetrale est dell'area cimiteriale, cosiddetta monumentale, sono state riportate in luce sepolture terragne "a cappuccina" e ad enchytrismos (in anfora), pertinenti al IV secolo, su cui, dopo aver livellato il terreno, si disposero, tra il IV-V secolo ed il VI, sarcofagi in calcare fra cui spiccano due tombe a tumulo. Tra il muro in cui è inscritta l'abside della basilica maggiore e la cisterna di quella battisteriale, si sono rinvenute tombe terragne "a cappuccina" e a fossa, rivestita da lastre di pietra o tegole a copertura piana, unitamente a grandi sarcofagi pertinenti alla fine del VI secolo-inizi del VII.
Le ultime indagini, che hanno interessato un settore a sud del battistero ed hanno posto in luce un esteso complesso residenziale che è verosimilmente da interpretare come l'episcopio, potrebbero, in proseguo, confortare l'ipotesi che individua nel territorio di Cornus la diocesi di Senafer o Sanafer il cui vescovo partecipò nel 482, con altri vescovi sardi, al concilio di Cartagine: l'ampiezza dell'insediamento, quale risulta per ora dalle esplorazioni topografìche di superfìcie, induce a ritenere che in epoca tardo-antica e altomedievale gli abitanti della vicina Cornus ebbero qui un punto certo di riferimento.



 

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