Ricerche e testo: Antonello Scanu
Elaborazione: Giuseppe Motzo

Storiografia e composizione delle Confraternite

Durante la Settimana Santa, ma non solo, le Confraternite di Cuglieri hanno un ruolo fondamentale e imprescindibile, svolgendo compiti importantissimi allo svolgimento delle funzioni religiose.
Andiamo a vedere meglio la loro origine, la sede di ognuna di loro e i loro abiti caratteristici:

L'Arciconfraternita della Santa Croce

Per quanto concerne l'origine di quest'associazione a Cuglieri esiste un documento datato 1550, che tratta della nascita di questa confraternita per interesse di certo Antonio Cavaro, ed un altro datato 1558 tratta dell'affiliazione alla "Arciconfraternita del Gonfalone" di Roma (nome con il quale si fregiarono, in seguito, anche i nostri e la maggiore parte delle confraternite della Santa Croce in Sardegna e nel resto del continente). D'altronde l'uso di associarsi a Roma era una pratica diffusa presso le confraternite di quasi tutte le devozioni, come vedremo in seguito. La sede di quest'associazione, a Cuglieri, è da sempre la chiesa di Santa Silvana, la quale, in seguito all'occupazione, prese il nome della confraternita.
L'abito è composto di: camicia e gonna bianche ed una cinta rossa con fiocco rosso sulla sinistra, più un cappuccio bianco per i funerali ed i riti della settimana Santa. Il priore porta appeso alla camicia un medaglione rappresentante il Crocifisso sul Golgota.

L'Arciconfraternita della Madonna delle Grazie\Addolorata

La confraternita comparve probabilmente quando i Padri Servi di Maria, nel 1540, occuparono il territorio su cui oggi sorge il convento e l'attigua chiesa di Santa Maria delle Grazie, fatti erigere con le elargizioni della Marchesa donna Lucia Zatrillas, morta nel 1545 e sepolta nella stessa chiesa. Ma è un'ipotesi probabile anche quella secondo cui la chiesa e la confraternita, che lì trova il suo oratorio, preesistevano all'arrivo dei Padri. E' invece sicuro che alla confraternita, da parte dei frati, fu imposta la speciale devozione per la Madonna Addolorata, visto che ne furono i principali propagatori in tutto il continente Europeo. Lo stemma principale rappresenta la Madonna con il cuore trafitto da una spada, a ricordo della Profezia che alla Madonna fece San Zaccaria, al momento della presentazione di Gesù al tempio (…ed una spada ti trapasserà l'anima…). I priori neoeletti (o i sotto-priori) portano appese due grosse medaglie: una rappresenta la Vergine delle Grazie, l'altra un cuore trafitto da sette spade, simbolo dei sette dolori della Vergine.
L'abito è così composto: camicia e gonna bianche, scapolare e cinta neri con fiocco nero sulla sinistra, più cappuccio bianco per i funerali ed i riti della settimana Santa.

La confraternita del Santo Rosario

La confraternita nacque per volere espresso dei padri Domenicani, nel 1675, e occuparono l'oratorio della chiesa di Santa Maria delle Nevi, che dal 1668 aveva assunto il ruolo di parrocchia, fino ad allora occupato dalla chiesa di Santa Silvana. I confratelli si occuparono di erigere, all'interno della chiesa, la cappella della Madonna del Rosario.
L'abito è formato da: camicia e gonna bianche, cinta nera senza fiocco e mantella nera, più cappuccio bianco per i funerali ed i riti della settimana Santa. La medaglia che porta il priore raffigura la Vergine del Rosario assisa in cielo fra i Santi Domenico e Caterina da Siena. Un settecentesco acquerello, conservato all'interno della sala capitolare della basilica, rappresenta l'apparizione a San Domenico dell'Angelo mandato dalla Madonna con il compito di incaricare il Santo di diffondere la pia pratica del Rosario.

La confraternita del Carmelo

Con un breve Apostolico datato 13 novembre 1702, papa Clemente XI, ordinava affinché l'ex chiesa di Sant'Ubaldo (già ex Santissima Trinità), assumesse il nome di chiesa della Beata Vergine del Carmelo e che, contemporaneamente, vi fosse eretta l'omonima confraternita. Un altro documento, risalente all'anno 1740, conservato nella chiesa dei Carmelitani "delle Tre Cannelle" in Roma, testimonia l'avvenuta affiliazione della confraternita Cuglieritana con l'arciconfraternita del Carmelo romana.
L'abito è composto da: camicia e gonna bianche, scapolare e cintura marrone senza fiocco, più cappuccio bianco per i riti della settimana Santa.

La confraternita di San Giovanni Battista

Sull'esistenza di questa confraternita, che ha sede nella chiesa omonima, esiste un documento di notifica da parte della Santa Sede datato 1861, anche se le sue origini sono probabilmente più remote. Soppressa intorno al 1930, in seguito all'arrivo dei Padri Gesuiti nel Seminario Pontificio che qui a Cuglieri aveva sede, fu ricostituita nel 1992.
Il vestito è abbastanza complesso: camicia e gonna bianche, scapolare grigio, mantella rossa, cinta rossa con un cordone rosso appeso sulla sinistra. Per i funerali ed i riti della settimana Santa, anziché il solito cappuccio bianco, sono soliti portare un largo cappello rosso. Il priore, sotto le vesti, porta appesa una croce in legno, inoltre, invece che la cintura rossa, ne porta una bianca; la medaglia che porta appesa è in legno e rappresenta San Giovanni Battista bambino in compagnia dell'Agnus Dei, ovvero Gesù sotto le spoglie di agnello sacrificale

La confraternita della Madonna della Misericordia

Scomparsa dal 1914, ne rimane un vivido ricordo nelle testimonianze dei vecchi Cuglieritani. Probabilmente nacque sul finire del 1700, in aiuto all'ordine francescano dei Cappuccini, dai quali presero come oratorio la chiesa dei Santi Antonio da Padova e Edoardo Re. L'abito era così composto: camicia e gonna bianche, mantella azzurra, scapolare azzurro e cintura azzurra con fiocco rosso sulla sinistra (la descrizione è desunta, oltre che da tradizione orale, dai riquadri dipinti all'interno della cupola della Basilica di Santa Maria della Neve, dove si sostiene che siano rappresentati i membri). Si dice che il bianco cappuccio utilizzato durante i funerali ed i riti della settimana Santa ricoprisse interamente il viso ed avesse dei fori in prossimità degli occhi, conformemente ad un uso esteso ad altre confraternite presenti in Sardegna e nel continente italiano. Il priore portava un rosario appeso alla cinta, una croce sullo scapolare ed una medaglia raffigurante un teschio sormontato da una croce. Lo stendardo, recentemente ritrovato, raffigura, su uno sfondo di velluto nero, la Madonna della Misericordia ed il Bambinello, il quale sorregge il mondo stretto in una morsa dalla Sacra Spina, come immagine metaforica dell’umanità sofferente.
La confraternita, come si potrebbe desumere dal medaglione del priore e dal colore “luttuoso” dello stendardo, aveva il compito caritatevole di occuparsi delle esequie dei bisognosi.